Farsi (o rifarsi) un Dinghy

Nel 2006 la casa editrice anglo-americana Phaidon ha pubblicato, in tre pesantissimi volumi, il “Phaidon Design Classics”: un catalogo illustrato – vera e propria bibbia del settore – di 999 oggetti d’ arte, scelti dai massimi esperti nel campo, che sono entrati nella storia del design industriale “per il loro valore estetico e la loro qualità senza tempo”.

L’ elenco ci riserva – al n. 105 – una bella sorpresa: il Dinghy 12’ di George Cockshott, illustrato da una fotografia (dei primi anni ’60, con tutta probabilità) di due dinghy italiani classici (il 1062 “Chico” e il 1155 “Guaglione II ”) impegnati in un passaggio in boa durante una regata.
Possedere oggi un dinghy classico significa dunque possedere un oggetto fortemente simbolico, nonché un manufatto assolutamente artigianale che, come tutti gli esseri viventi, appartiene sì ad una specie, ma rappresenta un unicum. Un prodotto di design, al quale i componenti e i processi di lavorazione rendono impossibile – però – essere uguale ad un altro.
Ancora oggi i tre cantieri nazionali attualmente attivi nella costruzione di nuovi Dinghy in legno applicano prezzi assai onesti e, tra l’ altro, molto simili.

Sta di fatto che completamente e accuratamente armato, munito di una buona vela, carrello di alaggio e telone, una nuova costruzione può costare oggi (inizio 2010) intorno ai 15.000 Euro.
L’ acquisto (e, magari, il salvataggio) di un buon usato, compresi i costi di restauro per riportarlo in condizioni di massimo splendore, vi sarà invece consentito ad un prezzo variabile tra i 7.000 e i 10.000 Euro.

Non è molto se si pensa ai 25.000 Euro di un Dinghy 12’ Olandese (barche bellissime, ma non più belle di un bel dinghy italiano); se si pensa all’ assemblaggio accurato di centinaia di pezzi tutti eseguiti alla perfezione; se si pensa ai quasi 1200 chiodi ribattuti a mano (chi l’ ha visto fare sa cosa significa!), se si pensa all’ accuratissimo processo di verniciatura.

Targa Savoia

La Targa Savoia, istituita dal Reale Yacht Club Canottieri Savoia di Napoli, premia il miglior restauro dell’anno effettuato su un Dinghy 12’ Classico.
A ritirare il premio è l’armatore, che con la sua opera contribuisce a recuperare la tradizione e a promuovere lo stile di vita condiviso ancora oggi da numerosi appassionati.

GIURIA: Presidente in carica del R.Y.C.C.S., Paolo Rastrelli, Francesco Barthel.
CONSEGNA: Dalle mani del precedente vincitore, durante la tappa di Napoli del Trofeo Nazionale Dinghy 12’ Classico.
PARTECIPANTI: Armatori di Dinghy 12’ Classici. Le imbarcazioni devono avere almeno 10 anni ed essere iscritte alla tappa di Napoli del Trofeo Nazionale.
ISCRIZIONE: Inviare la documentazione presso il R.Y.C.C. Savoia contestualmente all’iscrizione alla tappa di Napoli, entro il 25 aprile 2009. (dato obsoleto)